Fornovo - Guida Turistica

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.: FORNOVO
 Fornovo di Taro è un comune di 5.973 abitanti della provincia di Parma. Fornovo è una località posta alla confluenza dei fiumi Taro e Ceno, punto di collegamento tra la pianura e il mare, attraverso una rete viaria, autostradale e ferroviaria. La sua peculiarità di luogo di transito e di scambio, che l'ha reso protagonista di molteplici vicende nel corso della storia, può essere esemplificata dalle due "anime" del paese: il centro storico con il suo monumento più importante, la Pieve di S. Maria Assunta, sosta obbligata per i pellegrini che nel Medioevo iniziavano la salita verso Monte Bardone e la "Petrolifera", come da noi a Fornovo siamo abituati chiamare, la Società Petrolifera Italiana che qui ha trovato la più pregiata merce del XX secolo: l'oro nero. Del territorio del Comune di Fornovo esistono documenti e reperti che ne confermano il popolamento e l'importanza già a partire dalla preistoria. L'epoca romana non solo vede sorgere il capoluogo, ma conferma l'importanza di questo territorio: nodo viario, punto strategico sia militare che mercantile. Nel periodo medievale la Strada Romea di Monte Bardone, con l'arrivo dei Longobardi, ne accresce ulteriormente l'importanza: dall'Alto Medioevo il Valico della Cisa sarà, infatti, uno dei passaggi preferenziali per i collegamenti tra l'Europa centro-occidentale e Roma. Uno dei grandi eventi che vide Fornovo protagonista nella storia europea fu la battaglia in cui si fronteggiarono, il 5 luglio 1495, le truppe di Carlo VIII, di passaggio sulla strada del ritorno dopo aver conquistato il Regno di Napoli, e la Lega dei Collegati che cercava di fermarlo. Nei secoli successivi l'apertura di nuovi valichi, come quello della Futa, dirottò gran parte dei traffici commerciali verso altre strade, più agevolmente percorribili, riducendo Fornovo a piccolo centro al servizio della montagna. Una crudele epidemia di peste del 1630 decimò la popolazione e ne rese difficile il sostentamento, fino ad allora basato sulle culture agricole. La ferrovia e il petrolio, tra la fine dell'800 e l'inizio del '900, mutarono ancora una volta le sorti del territorio. Dal 1883 al 1894 si aprirono numerosi tratti della linea ferroviaria Parma-La Spezia, nel 1910 la tramvia elettrica collegò Fornovo a Parma e nel 1913 entrò in funzione il raccordo ferroviario con Fidenza. In questo periodo si dà nuovo impulso alla Strada della Cisa, iniziata da Napoleone, proseguita dalla duchessa Maria Luisa d'Austria e terminata nel 1859: da Fornovo la strada si snoda lungo il versante occidentale del Monte Prinzera passando per Piantonia e Cassio.
  Nel 1905 venne inaugurato un nuovo ponte sul Taro, in cotto a venti arcate, che andò a sostituire il secolare e pericoloso traghetto e Fornovo ritorna così ad essere nodo viario di primaria importanza. Nello stesso anno venne costituita la Società Petrolifera Italiana e il paese divenne il maggior centro italiano per la produzione e la lavorazione del petrolio, arrivando negli anni '30 a coprire circa l'80 % del fabbisogno nazionale. Le ripercussione sul territorio sono immediate: nuovi posti di lavoro, incremento demografico ed espansione urbanistica. Le 144 incursioni aeree durante il Secondo Conflitto Mondiale sottolineano ancora di più il progresso o meglio, la modernità portava Fornovo ad essere un bersaglio di prim'ordine. le linee ferroviarie, la stazione, le cisterne della Petrolifera vennero colpite più volte , ma gli attacchi furono molto più distruttivi per la popolazione civile che per i primari obbiettivi militari. Tra il 25 e il 29 aprile del 1945, quando altrove si festeggiava l'avvenuta Liberazione, il paese viveva l'ultima vicenda bellica nota come 'Sacca di Fornovo': mentre le truppe tedesche e fasciste si ritiravano dal settore occidentale della Linea Gotica, nel tentativo di raggiungere il Po e la pianura, furono fermate dai partigiani e dal Corpo di Spedizione brasiliano comandato dal Mar. Mascharenhas de Moraes, con un ingente dispiegamento di forze e di mezzi. Il dopoguerra vede la ripresa e l'espansione urbanistica. Dapprima verso l'alto del paese, poi in direzione di altri centri minori, come Riccò o la Salita.